SERVIZIO PER LA PROMOZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO ALLA CHIESA CATTOLICA
della Conferenza Episcopale Italiana

Storie Zero Like: a Nisida don Fabio De Luca, per chi vuol cambiare la propria vita

Ci sono anche i cappellani carcerari tra i circa 35 mila preti diocesani sostenuti in Italia grazie alle Offerte Insieme ai sacerdoti (destinate all'Istituto Centrale Sostentamento Clero) e ai fondi 8xmille. Come don Fabio De Luca, dal 2008 incaricato della pastorale nell’IPM-Istituto Penitenziario Minorile di Nisida (Napoli). “Oggi i reati che coinvolgono i minori sono […]
17 dicembre 2018

Ci sono anche i cappellani carcerari tra i circa 35 mila preti diocesani sostenuti in Italia grazie alle Offerte Insieme ai sacerdoti (destinate all'Istituto Centrale Sostentamento Clero) e ai fondi 8xmille. Come don Fabio De Luca, dal 2008 incaricato della pastorale nell’IPM-Istituto Penitenziario Minorile di Nisida (Napoli). “Oggi i reati che coinvolgono i minori sono diventati più gravi -spiega il sacerdote- non sono più infrequenti le rapine, l’estorsione, l’associazione camorristica e l’omicidio. I clan sono sempre più attenti alla manovalanza adolescente, condannata con il miraggio dei soldi facili. Nella carriera da ‘pali’ a ‘sentinelle’, al controllo di una ‘piazza’ di spaccio, possono guadagnare migliaia di euro al mese”. È il sanguinoso welfare dei clan. La scolarizzazione dei reclusi si ferma per lo più alle elementari, molti gli analfabeti. Spesso la licenza media la prendono a Nisida.

Durante e dopo la reclusione il sacerdote resta punto di riferimento, da quando gli chiedono scarpe e indumenti, fino all’affidamento a strutture alternative e al volontariato nelle corsie ospedaliere. “Lì si sintonizzano con il dolore degli altri e con quello inflitto da loro stessi -chiarisce il sacerdote- Un criminale non dev’essere mai empatico. O comincerà a rifiutare la violenza”.

“E’ importante condividere il proprio cambiamento di vita. Di alcuni ho celebrato le nozze o il battesimo dei figli -ricorda don Fabio- Ma avrebbero bisogno di un sostegno durevole. Ancora in troppi mi dicono che la vita che li ha portati a delinquere per loro è l’unica possibile”.

È una storia Zero Like.