8xmille: i luoghi comuni da sfatare
Ci sono molti luoghi comuni sulla Chiesa cattolica. Il primo è che la Chiesa sia ricca. Quante volte lo abbiamo sentito ripetere? E per alcuni aspetti è vero, la Chiesa è ricca di storia, di cattedrali, di capolavori. I beni culturali della Chiesa edifici, opere d'arte, collezioni librarie e archivi rappresentano circa l'80% del patrimonio culturale e artistico nazionale. In realtà la Chiesa non è affatto ricca.
Ciò che raccoglie attraverso le offerte, le donazioni e i fondi dell'8xmille viene impiegato per contrastare il degrado e l'ingiustizia sociale a favore degli ultimi, di chi non ha un tetto o un lavoro, viene impiegato per salvare vite umane, lì dove guerra e catastrofi naturali causano morte, danni e malattie, per ridurre l'impatto di ingiustizie ed emergenze. Per costruire strumenti di solidarietà, i centri di accoglienza per le donne e i loro bambini, i dormitori, le mense, i consultori, gli ambulatori, gli ostelli, i doposcuola, gli oratori, i patronati, i centri antiusura.
D'accordo, la Chiesa non sarà ricca, però i sacerdoti guadagnano molto. Ecco un'altro luogo comune tra i più distanti dalla realtà.
Lo stipendio mensile dei 31.000 sacerdoti italiani varia infatti dai 900 ai 1.500 € al mese. Non c'è tredicesima e non ci sono benefit che non siano l'affetto e le offerte dei fedeli.
Non è vero neppure che la Chiesa non paghi le tasse, come si sente spesso ripetere. In realtà la Chiesa, come tutti, paga le tasse sugli immobili e sulle attività che danno un reddito. Non le paga invece sugli edifici utilizzati per finalità sociali.
Tra i tanti luoghi comuni va citata infine l'affermazione, con l'8xmille il contribuente paga una tassa in più. Anche questo non è vero.
Indicando la Chiesa cattolica come beneficiaria dell'8xmille non si fa altro che destinare a ciò in cui si crede una piccola quota delle tasse che già si versano, senza aggiungere un centesimo a ciò che ci viene trattenuto.