SERVIZIO PER LA PROMOZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO ALLA CHIESA CATTOLICA
della Conferenza Episcopale Italiana

Caritas Italiana: in un pieghevole gli interventi in Italia e nel sud del mondo

Il 2014 è stato un altro anno ricco di impegni e di attività "verso le periferie esistenziali" per Caritas Italiana, che nella giornata in cui l'ISTAT diffonde i dati sulla Povertà in Italia (15 luglio), pubblica un dépliant riepilogativo sull’utilizzo dei fondi e alcuni esempi d’intervento in Italia e nel sud del mondo. Gli ultimi dati […]
22 Settembre 2015
Il 2014 è stato un altro anno ricco di impegni e di attività "verso le periferie esistenziali" per Caritas Italiana, che nella giornata in cui l'ISTAT diffonde i dati sulla Povertà in Italia (15 luglio), pubblica un dépliant riepilogativo sull’utilizzo dei fondi e alcuni esempi d’intervento in Italia e nel sud del mondo.

Gli ultimi dati Istat confermano che oltre 4 milioni di persone nel nostro Paese vivono in condizioni di povertà assoluta, come evidenziato dalla realtà dei centri di ascolto e dei servizi Caritas a livello territoriale, che tratteggiano, nel complesso, i contorni del fenomeno.

Per dare un’idea della tipologia di situazioni di disagio intercettate e prese in carico dai centri di ascolto Caritas ricordiamo qualche numero. I dati raccolti nel corso nel primo semestre 2014 provenienti da 531 Centri d'Ascolto in 85 diocesi (su 220 totali) parlano di 46.000 persone che hanno chiesto aiuto, di cui quasi la metà (46,5%) italiani e il 62,7% senza occupazione. Rispetto agli interventi prevale l’erogazione di beni e servizi materiali (56,3%); tra questi spiccano in particolare la distribuzione di viveri e di vestiario e i servizi mensa. La seconda voce di intervento è quella dei sussidi economici, in particolare: pagamento bollette, contributi per le spese di alloggio, acquisto di generi alimentari, sostegno per le spese sanitarie. Va tuttavia contemporaneamente segnalato un aumento anche della richiesta di soli interventi di ascolto, spesso ripetuti nel tempo.

 
Molti di questi interventi sono stati possibili anche grazie ai fondi dell'8xmille che gli italiani, con le loro firme, hanno fatto destinare alla Chiesa cattolica.