L'articolo di Sabina Leonetti pubblicato su unitineldono.it racconta i primi dieci anni della Bottega del Cuore di Acquaviva delle Fonti, un progetto nato nella parrocchia Santa Maria Maggiore che ha saputo coniugare commercio equo e solidale, cultura della legalità, sostenibilità e impegno sociale.
L'iniziativa prende avvio nel 2012 grazie a un gruppo di giovani volontari guidati dal parroco don Mimmo Natale, che decide di promuovere prodotti provenienti dal commercio equo e solidale come alternativa a modelli economici basati sullo sfruttamento e sulle disuguaglianze. Dopo i primi banchetti allestiti in parrocchia, il progetto cresce fino a trovare casa, nel 2016, in un bene confiscato alla criminalità organizzata, trasformato in un luogo simbolo di giustizia e riscatto sociale.
Nel corso degli anni la Bottega ha ampliato la propria offerta, affiancando ai prodotti equosolidali quelli biologici e costruendo reti di collaborazione con produttori locali e realtà impegnate nella promozione di un'economia sostenibile. Parallelamente ha svolto un'importante attività educativa nelle scuole, sensibilizzando giovani e famiglie sui temi dello sfruttamento del lavoro, dell'impatto ambientale delle produzioni industriali e del contrasto alle infiltrazioni criminali nell'economia.
La Bottega del Cuore è diventata così molto più di un semplice punto vendita: un luogo di incontro, formazione e cittadinanza attiva, capace di coinvolgere persone credenti e non credenti attorno ai valori della solidarietà, della giustizia sociale e del consumo responsabile.
Tra i risultati più significativi vi è anche la nascita del Distretto Agro Biologico di Murgia e Bradano, che promuove prodotti locali e pane proveniente da un forno di comunità, garantendo trasparenza, qualità e prezzi equi lungo tutta la filiera.
A dieci anni dalla sua fondazione, i volontari e i promotori guardano al futuro con l'obiettivo di coinvolgere nuove generazioni e diffondere l'esperienza in tutta la diocesi. Un percorso che dimostra come, anche partendo da una piccola realtà parrocchiale, sia possibile costruire un modello economico più umano, sostenibile e attento alle persone.