Da un’infanzia segnata dalla fede all’incontro decisivo con fratel Biagio Conte: è la storia di don Samuel La Delfa, giovane sacerdote della diocesi di Piazza Armerina, che ha dato vita alla nuova Missione Speranza e Carità di Valguarnera, inaugurata nel marzo 2024. Un’opera nata dal desiderio di accogliere i poveri e i fragili e già diventata luogo di fraternità, preghiera e servizio.
L’articolo di Carmelo Cosenza, pubblicato su www.settegiorni.net, è stato ripreso anche da unitineldono.it.
Da quel Venerdì Santo in cui, ancora bambino, venne “affidato” da sua madre al parroco don Francesco Rizzo, don Samuel La Delfa – oggi 33enne e sacerdote dal 2020 nella diocesi di Piazza Armerina – ripercorre la propria storia vocazionale, nata in una famiglia profondamente radicata nella vita della Chiesa e maturata attraverso la preghiera quotidiana, il servizio all’altare e l’esempio del suo parroco.
Dopo gli anni dell’adolescenza e un serio discernimento vocazionale durante il cammino neocatecumenale, Samuel entra nel seminario diocesano, studia teologia a Palermo e completa la propria formazione con esperienze monastiche e servizi pastorali che lo indirizzano a una particolare attenzione verso i poveri. Prosegue poi gli studi a Roma, presso il Pontificio Istituto Biblico, conseguendo la Licenza nel 2023.
Un ruolo fondamentale nella sua crescita spirituale lo ha avuto fratel Biagio Conte, che don Samuel conobbe da adolescente e con cui instaurò un rapporto profondo, rafforzato da un episodio decisivo: la guarigione inattesa del fratello Filippo, nel 2014, dopo la preghiera del missionario palermitano. Da allora il legame tra i due rimase costante fino alla morte di fratel Biagio, avvenuta nel 2023.
Proprio dal loro ultimo incontro nasce il sogno di aprire una Missione Speranza e Carità a Valguarnera. Il progetto prende forma nel marzo 2023, con il sostegno del Vescovo Mons. Gisana, e diventa realtà il 21 marzo 2024, quando – in un pellegrinaggio comunitario – viene inaugurata ufficialmente la Missione presso il Centro Papa Giovanni XXIII, segnato dalla collocazione di una grande croce alta sei metri, simbolo di luce e speranza.
La struttura, interamente sostenuta dalla carità, ha già accolto più di un centinaio di persone, tra residenti e ospiti temporanei, molti dei quali immigrati. Accanto all’assistenza materiale, la Missione propone adorazione eucaristica, formazione, corsi di italiano, attività estive, momenti di fraternità e preghiera interreligiosa.
Nonostante le difficoltà incontrate, don Samuel testimonia una comunità che cresce nella solidarietà: «Semplicità ed essenzialità – afferma – sono lo spazio privilegiato in cui Dio si lascia riconoscere. Il Signore continuerà a soccorrerci come ha sempre fatto».