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della Conferenza Episcopale Italiana

Uniti nel Dono / Don Antonio e i 31.000 sacerdoti diocesani: presenze che cambiano la vita delle comunità

Dietro ogni comunità che cresce, accoglie e sostiene i più fragili c'è spesso un sacerdote che dedica la propria vita agli altri
31 Luglio 2026

L'articolo di Sabina Leonetti pubblicato su unitineldono.it racconta l'esperienza di don Antonio Menichella, parroco della parrocchia San Paolo Apostolo nel quartiere CEP di Foggia, e offre una testimonianza concreta del valore che i sacerdoti diocesani rappresentano ogni giorno per le comunità italiane.

La storia di don Antonio Menichella e della parrocchia San Paolo Apostolo al CEP di Foggia dimostra quanto il ruolo di un sacerdote possa essere decisivo per la crescita di una comunità. Grazie al suo stile semplice, autentico e vicino alle persone, don Antonio è riuscito a trasformare la parrocchia in un vero punto di riferimento per il quartiere, capace di accogliere bambini, giovani, famiglie, anziani e persone in difficoltà.

Sotto la sua guida sono nati e cresciuti progetti che hanno un forte impatto sociale ed educativo: l’oratorio, che offre opportunità di formazione e inclusione a centinaia di ragazzi; il laboratorio di sartoria “Cuciamo le relazioni”, che favorisce integrazione e valorizzazione delle competenze; la BiblioCep, una biblioteca inclusiva che promuove cultura, lettura e socialità; e la Caritas parrocchiale, che sostiene concretamente 145 famiglie offrendo ascolto, aiuti materiali e servizi di orientamento.

In un territorio segnato da fragilità sociali, povertà e rischio di emarginazione, la parrocchia è diventata un presidio di legalità, solidarietà e speranza. Tutto questo è possibile grazie all’impegno di tanti volontari, ma anche alla presenza costante di un sacerdote che coordina, anima e accompagna la comunità nel suo cammino.

L’esperienza di don Antonio aiuta a comprendere l’importanza di sostenere non solo lui, ma anche gli oltre 31.000 sacerdoti diocesani presenti in Italia. Ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, essi non si limitano a celebrare i sacramenti, ma costruiscono relazioni, contrastano la solitudine, educano i giovani, assistono le famiglie in difficoltà e promuovono iniziative culturali e caritative. Sono una presenza concreta nei quartieri, nelle periferie e nei piccoli centri, dove contribuiscono a mantenere vivo il tessuto sociale delle comunità.

Sostenere i sacerdoti diocesani significa quindi sostenere una rete capillare di persone che ogni giorno si prendono cura degli altri e rendono possibile la realizzazione di opere che generano inclusione, solidarietà e speranza. La testimonianza della parrocchia San Paolo Apostolo di Foggia ne è un esempio eloquente: quando un sacerdote è messo nelle condizioni di svolgere pienamente la propria missione, i benefici si estendono a un’intera comunità.