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della Conferenza Episcopale Italiana

Uniti nel Dono / A Foggia una comunità in cammino: la Sacra Famiglia unisce movimenti e fede

La parrocchia foggiana, guidata da don "Radek", offre ai giovani una molteplicità di proposte grazie alla ricchezza dei movimenti ecclesiali
26 Marzo 2026

La parrocchia foggiana della Sacra Famiglia, guidata da don Radoslaw Hryniewicki, offre ai giovani una molteplicità di proposte grazie alla ricchezza dei movimenti ecclesiali. Dai Cavalieri del Graal (CL) fino agli Scout d'Europa, l'importante è che ci si metta in cammino verso l'unica meta comune per essere felici: Gesù Cristo e il suo Vangelo.

Don Radoslaw Hryniewicki (classe 1981), per tutti è don Radek. Dal 2009 viene chiamato come fidei donum nell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino. In questi anni ha ricoperto vari incarichi nella diocesi pugliese senza mai smettere di studiare e acquisire esperienze formative, soprattutto la conoscenza della lingua italiana, e da settembre 2025 è parroco alla Sacra Famiglia di Foggia. “Una parrocchia di campagna – ci spiega don Radek – con 2mila abitanti, età media 50-60 anni e pochi ragazzi al catechismo (38). Ma come nei dodici anni precedenti a Sant’Agata, nella Puglia degli insediamenti rurali, ho percepito una sfida per la Chiesa italiana: il desiderio di comunità, di familiarità, il senso di appartenenza che nei grandi centri urbani sembra scomparso del tutto.

Con la ripresa delle attività post covid ho proposto subito un percorso per i ragazzi della scuola media, insieme al movimento di Comunione e Liberazione: i Cavalieri del Graal, una proposta di educazione alla fede cristiana attraverso gesti e contenuti, ma soprattutto una forma di vita in comunione. Perché il Vangelo, ascoltato mille volte, rivela sempre aspetti nuovi. La riscoperta del desiderio di Dio è fondamentale in una comunità di fratelli esattamente quanto il desiderio di amicizia, di legami e di condivisione. Ecco perché il percorso di Comunione e Liberazione, già da quando ero a S. Agata, affianca il servizio liturgico e catechistico che tutti sperimentiamo. Il mio obiettivo è stato recuperare il senso profondo della relazione, la carità, la ricerca interiore, che nella struttura tradizionale parrocchiale rischiano di perdersi. Con i ragazzi l’intento è farli uscire dal mondo virtuale e dal baratro della solitudine in cui sono piombati, per guardare la realtà in modo diverso”.

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