Giovedì 12 marzo è stato presentato il Rendiconto regionale dell’Umbria che racconta come la Regione abbia beneficiato delle ingenti risorse provenienti dall’8xmille. Il documento – scrive il diacono Giovanni Lolli, che da 9 anni ne cura la pubblicazione – “non si limita ad esporre cifre, ma dà voce a storie di prossimità e speranza”; (qui l'intervista a Mons. Ivan Maffeis Arcivescovo di Perugia-Citta della Pieve e Vescovo delegato per il Sovvenire dell'Umbria).
Fra queste, molte quelle dedicate a persone anziane, in un contesto demografico e sociale che vede crescere i bisogni. Con la sua attenzione pastorale e le sue iniziative di prossimità la Chiesa è impegnata affinché, come osservava Romano Guardini, la vecchiaia non sia per nessuno soltanto la conclusione della vita, ma possa avere un senso buono e profondo; un senso che aiuta l’anziano a riconciliarsi con la propria condizione e a dar ancora prova di pazienza, di stupore e di riconoscenza.
Di seguito proponiamo l’introduzione al Rendiconto a firma del coordinatore regionale del Sovvenire diacono Giovanni Lolli e una sua breve intervista rilasciata qualche anno fa su come nasce questo progetto regionale di rendicontazione dei fondi dell’8xmille arrivato alla nona edizione.
«Noi non abbandoniamo nessuno», è quanto afferma Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario generale della CEI nel presentare il rendiconto nazionale dell’8xmille. Il nostro Rendiconto regionale, giunto ormai alla nona edizione, ha dimostrato che quest’affermazione non è un semplice slogan, ma il cardine dell’impegno della Chiesa italiana, che si riflette anche quest’anno nel rendiconto sull’utilizzo dell’8xmille delle Chiese dell’Umbria, documento che non si limita ad esporre cifre, ma dà voce a storie di prossimità e speranza. I fondi, destinati dai cittadini attraverso la firma dell’8xmille, si traducono in azioni concrete: sostegno a chi è ai margini, aiuti alle famiglie in difficoltà, interventi anche nelle periferie del mondo, dai bambini privi di tutto agli anziani soli.
La visione ecclesiale supera la logica della mera assistenza: l’obiettivo è la promozione umana integrale, che viene raggiunto attivando percorsi educativi e di responsabilità condivisa. In questi nove anni nel rendiconto umbro abbiamo messo in evidenza varie sfaccettature di questo “non abbandonare”; dal lavoro di tutela del patrimonio artistico ecclesiale, alla vicinanza ai giovani, ai sacerdoti e, quest’anno in particolare, agli anziani e ai fragili. Anziani e fragili saranno in futuro una parte sempre più ampia della popolazione che richiederà sempre più il sostegno della Chiesa anche attraverso l’8xmille e la creatività della carità (cfr. pag 26 e seguenti).
Quest’impegno non può prescindere però dalla trasparenza che è garanzia di una corretta amministrazione delle risorse. Pubblicare il Rendiconto non è solo un obbligo normativo, ma la testimonianza di una gestione sobria e rigorosa, orientata al bene comune. Ogni progetto è valutato per impatto sociale e sostenibilità, rispondendo alla fiducia dei contribuenti.
Questa gestione riflette la rotta indicata dal Cammino sinodale e l’invito di Papa Francesco: essere una Chiesa “inquieta” e vicina agli “imperfetti”. Un’istituzione che, attraverso la cura trasparente delle risorse, si fa madre capace di accompagnare e soccorrere chi è ferito nel corpo e nello spirito.