SERVIZIO PER LA PROMOZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO ALLA CHIESA CATTOLICA
della Conferenza Episcopale Italiana

The Economy of Francesco Fondation / Capitale spirituale e narrativo al centro di una ricerca sostenuta da Sovvenire

Dare un’anima all’economia. Senso, relazioni e narrazioni per costruire il futuro: le ricchezze invisibili che fanno crescere le comunità
7 Luglio 2026

Il Servizio Promozione della CEI ha scelto di sostenere un importante progetto accademico attraverso il finanziamento di una borsa di ricerca dedicata allo studio delle nozioni emergenti di “capitale spirituale” e “capitale narrativo”.

La borsa di ricerca è stata assegnata al dott. Stefano Rozzoni che si occupa dello studio delle relazioni tra umano e non umano in testi letterari e culturali principalmente anglofoni, spaziando tra periodi, media e temi diversi. Da anni il suo lavoro si muove nel dialogo tra letteratura, filosofia ed economia, con particolare attenzione alle etiche relazionali e ambientali. Attivo nel movimento The Economy of Francesco (EoF) fin dagli esordi, vi ha contribuito su più fronti. Sul piano editoriale, ha co-curato insieme a Plinio Limata The Economy of Francesco. Un glossario per riparare il linguaggio dell’economia (Città Nuova, 2022), tradotto in tre lingue, e attualmente co-cura, insieme a Tony Guidotti (Harvard Business School), una special collection dedicata al capitale narrativo all’interno della rivista accademica International Review of Economics. Nel contesto di EoF è inoltre tra le persone che hanno dato vita a G.R.I.O.T- (Gruppo di Ricerca Imprese, Opere e Testi) e collabora regolarmente all’organizzazione di eventi e iniziative del movimento. Stefano Rozzoni ha conseguito un dottorato di ricerca in “Studi Umanistici Transculturali” (Università di Bergamo) in co-tutela con il programma in “Literary and Cultural Studies” della Justus-Liebig-Universität di Gießen.

I particolari sul progetto accademico in questa intervista a Chiara Pancino, General Secretariat The Economy of Francesco Foundation.

In cosa consiste questa borsa di ricerca?
La borsa di ricerca, della durata di dodici mesi (dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027), è dedicata allo studio delle nozioni emergenti di “capitale spirituale” e “capitale narrativo”, all’interno del quadro teorico e valoriale sviluppato da The Economy of Francesco (EoF) che mira allo sviluppo di nuova economia con al centro l’attenzione alle diverse forme di povertà, marginalità e vulnerabilità. Il progetto si colloca all’intersezione tra ricerca accademica e produzione di contenuti divulgativi, di strumenti pratici (come guide e proposte di attività pronte all’uso) e percorsi formativi, con l’obiettivo di rendere i risultati accessibili anche a un pubblico non specialistico.

La ricerca ha un carattere sia teorico sia applicativo. Sul piano teorico, mira a chiarire e consolidare questi concetti nel dibattito accademico internazionale; si tratta di un posizionamento importante non solo per contribuire a tale dibattito, ma anche per orientare studi futuri su questi temi. Sul piano applicativo, l’obiettivo è tradurre questi concetti in prassi economiche concrete in diversi ambiti, ad esempio nell’educazione, nella gestione di organizzazioni e imprese, nell’accompagnamento delle comunità e nell’elaborazione di politiche a diversi livelli, generando al tempo stesso conoscenza scientifica e ricadute culturali, pastorali e comunicative. Il percorso si articola, principalmente, in quattro fasi:

  • indagine, che comprende sia la ricerca bibliografica sia la riflessione su casi di studio (anche attingendo dalle attività di CEI–SPSE);
  • momenti di confronto del gruppo di ricerca attraverso riunioni e workshop, raccolta di feedback da esperti provenienti dalla ricerca, dall’imprenditoria, dal mondo educativo e dalle realtà ecclesiali e sociali; dialogo con gli stakeholders;
  • redazione e peer-review di saggi scientifici e di altri materiali divulgativi;
  • disseminazione dei risultati.

Qual è l’istituzione di riferimento?
È la Fondazione The Economy of Francesco, che supervisiona il progetto attraverso la propria comunità scientifica internazionale di esperti junior e senior, accompagnandone lo sviluppo e garantendo solidità metodologica e coerenza con gli obiettivi dell’iniziativa.

Stefano Pozzoni ricoprirà il ruolo di Principal Investigator, cosa significa?
Il Principal Investigator è la persona che cura, organizza e supervisiona le attività del gruppo di ricerca. La ricerca su questi temi non è infatti un lavoro individuale, ma il frutto di uno scambio costante e sistematico tra esperte ed esperti di diversa provenienza, che lavorano in modo coordinato seguendo la visione di una guida, in questo caso sempre in dialogo con EoF.

Il progetto prevede un core group con competenze specifiche in ambito economico, narrativo, teologico e filosofico, dedicato a chiarire e sistematizzare l’impianto teorico del progetto. A questo si affianca una rete più ampia di esperte ed esperti provenienti da settori diversi, con il compito di mettere alla prova il lavoro teorico sviluppandone la dimensione applicativa in molteplici ambiti, tra cui: cura, organizzazione, management, policy making, educazione.

Il Servizio Promozione della CEI ha scelto di sostenere questo progetto. Perché è importante?
Sostenere questo progetto significa riconoscere nella ricerca uno strumento privilegiato per trovare risposte nuove a problemi socio-economici sotto gli occhi di tutti, ad esempio: disuguaglianze crescenti, marginalizzazione delle vulnerabilità, legami comunitari che si impoveriscono. E significa farlo partendo da una prospettiva alternativa al modello economico dominante, basato sulla logica del massimo profitto individuale al minimo costo, in cui a pagare il conto sono i più fragili. Nella visione di questo progetto la logica si rovescia: al centro ci sono la persona, la cura dei legami, l’attenzione ai margini, un uso responsabile delle risorse.

Il supporto, inoltre, non è limitato alla previsione della ricezione dei risultati di ricerca, ad attività conclusa: il Sovvenire è esso stesso parte attiva della ricerca, con il suo patrimonio di informazioni ed esperienze, esempi di capitale spirituale e narrativo che possono arricchire il modo in cui le imprese lavorano, le comunità si organizzano e le persone danno valore a ciò che fanno ogni giorno.

Infine, la volontà di sostenere questo progetto è legata anche al suo risvolto pratico-applicativo: non si tratta infatti di un progetto limitato alla dimensione teorica. In linea con l’attività svolta da The Economy of Francesco a partire chiamata di Papa Francesco del 2019 a giovani economisti, imprenditori e change-makers, il movimento ha infatti prodotto risultati tangibili e trasferibili: pubblicazioni, start-up, iniziative culturali, formative e partecipative in tutto il mondo.

Quali i contenuti?
Al centro del progetto ci sono, appunto, le nozioni di “capitale spirituale” e il “capitale narrativo”. Il “capitale spirituale” riconosce il valore collettivo, orientato al bene comune, del patrimonio spirituale dell’umanità: quello cristallizzato nelle tradizioni e nelle forme spirituali presenti in tutto il mondo, ma anche quello che ciascuna persona porta con sé come risorsa interiore e che, come ha ricordato Papa Francesco, risponde alla ricerca di senso per la propria vita “quello che ci dà le ragioni per alzarci ogni giorno e andare al lavoro, e genera quella gioia di vivere necessaria anche all’economia”. È una via concreta per “dare un’anima all’economia di domani”, la missione dei giovani di The Economy of Francesco di fronte ai problemi socio-economici di oggi.

Un esempio. Le nostre comunità rischiano oggi di impoverirsi nella capacità di cooperare, vivere legami significativi, affrontare i conflitti e costruire azioni collettive. Questa capacità è un patrimonio che non si compra e non si improvvisa: nasce nelle famiglie, nelle reti di prossimità e in tutti quei luoghi dove le persone imparano a fidarsi le une delle altre e a condividere responsabilità e speranze. In questo scenario, la presenza quotidiana della Chiesa, della parrocchia e del sacerdote assume un significato che va ben oltre la dimensione liturgica, sacramentale o sociale: rappresenta un presidio di “capitale spirituale” comunitario che si esprime, ad esempio, attraverso l’accompagnamento delle persone nei momenti di difficoltà, tessendo legami tra famiglie, volontari, associazioni e istituzioni, costruendo fiducia in modalità peculiari e differenti da altre agenzie sociali; peculiarità che il progetto intende esplorare e chiarire.

Lo stesso vale per il capitale narrativo: il patrimonio di storie, testi e narrazioni di diverso tipo che ha la capacità di informare e trasformare la cultura, reintroducendo nel dibattito pubblico concetti, esperienze e prassi legati alla dimensione spirituale in grado di generare cambiamento individuale e collettivo. Basti pensare a come la sola storia di Francesco d’Assisi stia ispirando, proprio nel contesto di EoF, la riscrittura di nuove traiettorie economiche, teoriche e pratiche imprenditoriali e organizzative.

In che modo sono legati al Sovvenire?
La riflessione sul Sovvenire nasce da una visione economica che va oltre la dimensione puramente monetaria e quantitativa: chi dona e viene in aiuto della comunità esprime un legame con essa, sostiene la Chiesa e il ministero di chi la serve e partecipa a una logica di dono e di corresponsabilità. È attraverso questo sostegno, e attraverso l’opera quotidiana dei sacerdoti e delle comunità, che l’aiuto raggiunge poi anche le fragilità e le povertà dei territori. È esattamente qui che i due concetti al centro del progetto entrano in gioco. Il “capitale spirituale” aiuta a dare un nome e un fondamento a ciò che muove questi gesti: quel patrimonio interiore e comunitario di fede e di valori che si traduce in scelte concrete, anche economiche. Il “capitale narrativo”, a sua volta, offre gli strumenti per raccontare tutto questo: le storie delle persone, delle parrocchie e delle opere sostenute. Storie che rendono visibile il frutto di ogni offerta, alimentano nuova partecipazione. Ma anche storie che plasmano la cultura, favorendo il diffondersi, ad esempio, della logica del Sovvenire in altri contesti, in un circolo virtuoso che determina così CEI – SPSE come interlocutore attivo del progetto.

Quali sono gli obiettivi finali e quali gli sviluppi possibili?
L’obiettivo finale è triplice. In primo luogo, realizzare un posizionamento accademico sui temi in oggetto, attraverso una cura scientifica dedicata, la partecipazione a conferenze accademiche e l’organizzazione di workshop e seminari con la comunità di ricerca internazionale. In secondo luogo, valorizzare esperienze già esistenti in diverse realtà (a partire da quella della CEI–SPSE) che, riposizionate nel quadro del “capitale spirituale” e “capitale narrativo”, possono diventare modelli utili a orientare iniziative analoghe in altri contesti, replicabili e adattabili. Infine, produrre materiali di carattere divulgativo: in forma saggistica, per un pubblico più ampio e per arricchire il dibattito in incontri con le comunità, ma anche attraverso risorse più operative, utilizzabili in ambiti educativi (scuole, gruppi di cammino, catechesi) e attività di formazione.

In questo modo, il progetto intende generare uno slancio riflessivo, produrre nuova conoscenza, sostenere la formazione e favorire l’applicazione dei risultati della ricerca in molteplici contesti, per un cambiamento effettivo delle pratiche economiche mainstream in senso ampio: organizzative, manageriali, progettuali e di policy, a diversi livelli.