SERVIZIO PER LA PROMOZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO ALLA CHIESA CATTOLICA
della Conferenza Episcopale Italiana

Modena / Tutti sono chiamati ad essere protagonisti sul sostegno economico alla Chiesa

L’incontro formativo si è tenuto il 15 marzo a Modena per sacerdoti e referenti parrocchiali del “Sovvenire”
17 Marzo 2025

Il sostegno economico della Chiesa cattolica non può essere solo una questione da addetti ai lavori ma sempre più deve coinvolgere tutte le comunità, diocesane e parrocchiali. Ecco perché è stato organizzato l’incontro formativo che si è tenuto sabato 15 marzo a Modena, nella Sala multimediale della Città dei ragazzi.

Sono stati invitati a partecipare sacerdoti e referenti impegnati nelle proprie comunità parrocchiali proprio nella promozione del “Sovvenire” (il verbo che ormai da quarant’anni identifica l’impegno per promuovere il sostegno economico alla Chiesa).

I lavori sono stati introdotti dal vicario generale, Giuliano Gazzetti, che ha poi ceduto la parola a Letizia Franchellucci, addetta al coordinamento e allo sviluppo dei progetti nel territorio del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica.

La Franchellucci ha ripercorso insieme ai presenti la storia di questi ultimi quarant’anni di vita ecclesiale, da quando cioè, in seguito alla firma della revisione del Concordato tra Stato e Chiesa (18 febbraio 1984), il sostegno economico della Chiesa è stato interamente affidato alla comunità, attraverso le firme per l’8xmille alla Chiesa cattolica e le offerte deducibili per i sacerdoti. Lo Stato, dunque, cessando di erogare la cosiddetta “congrua” ai sacerdoti diocesani, garantiva però che lo 0,8% del gettito Irpef fosse diviso tra tutte le confessioni religiose che avessero sottoscritto un accordo con lui, sulla base della percentuale di firme raccolte in sede di dichiarazione dei redditi.

Le offerte donate dai contribuenti per il sostentamento del clero, inoltre, potevano essere dedotte dal proprio reddito fino ad un massimo dei vecchi due milioni di lire (1.032,91 euro). Nel corso di questi quarant’anni, ha spiegato la Franchellucci, la percentuale dei firmatari per la Chiesa cattolica è scesa dal 90 a sotto la soglia del 70%, segno della necessità urgente che tutta la comunità cristiana prenda coscienza della propria corresponsabilità. Anche la quantità di offerte raccolte copre solo una minima parte (meno del 2%) del fabbisogno per il mantenimento degli oltre 32.000 sacerdoti delle nostre diocesi, mentre i proventi dell’8xmille garantiscono la fetta più grande.

Perciò il Servizio della CEI sta accompagnando parrocchie e diocesi in questo percorso di crescita nella partecipazione e nella corresponsabilità. Due sono i progetti concreti introdotti in migliaia di parrocchie, dalle Alpi alle Isole: “Uniti Possiamo”, per sensibilizzare alle offerte deducibili, e “unafirmaXunire”, per promuovere e raccogliere le firme per l’8xmille. Può sembrare strano ma in realtà sono moltissimi i cattolici che non si preoccupano di firmare per l’8xmille e quelli che pensano che lo “stipendio” dei sacerdoti arrivi direttamente dal Vaticano.

Ecco perché – ha sollecitato Letizia Franchellucci – il potenziale di crescita della promozione delle firme e delle offerte è così ampio e l’orizzonte di impegno di chi si prende a cuore il sostegno economico della Chiesa è immenso. Gli spunti conclusivi dell’incontro tenuto a Modena sono stati affidati a Silvio Pasquinelli, direttore dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero, e a Bruno Chiarabaglio, diacono e incaricato diocesano del Sovvenire. Nello stile sinodale che tutta la Chiesa sta riscoprendo e valorizzando, è importantissimo che si cresca nella collaborazione tra ambiti e settori diversi, compreso quello della comunicazione. Anche per il sostegno economico, infatti, non ci sono alternative a questo percorso obbligato: tutti devono vivere una vera corresponsabilità e una partecipazione condivisa alle comuni esigenze.