SERVIZIO PER LA PROMOZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO ALLA CHIESA CATTOLICA
della Conferenza Episcopale Italiana

“Caro Sovvenire…”

28 novembre 2017

Negli archivi parrocchiali
la nostra storia

Non avrei mai pensato che da vecchie carte d’archivio potesse nascere qualcosa di pastoralmente e culturalmente interessante anche se, quando qualche anno fa dalla Diocesi hanno deciso di portar via l’archivio storico della parrocchia per radunarlo con gli altri nell’archivio storico diocesano ho storto un po’ il naso e con me alcuni collaboratori. Passato un po’ di tempo, ho visto i frutti che non avrei immaginato: i vecchi registri polverosi hanno cominciato a raccontare qualcosa che la gente non conosceva e che neanch’io avevo capito del tutto; prima venivano consultati solo da studiosi, ora sono sul web e raccontano una storia senza polvere, tra tanti tesori artistici della nostra terra. I giovani mi hanno mostrato che i nostri libri sono insieme ad altri documenti di grande importanza, che accanto all’archivio c’è una biblioteca, e che tutto è sul sito BeWeb (www.beweb.chiesacattolica.itche fa conoscere le opere d’arte diocesane e parrocchiali d’Italia. Navigando abbiamo trovato raccontata la nostra storia, e ci sono anche alcune App da consultare sul telefonino.  A dire il vero potrebbero essere migliorate però: “forte!” hanno detto alcuni dei ragazzi. A scuola hanno chiesto all’insegnante di religione di parlare di come arte e documenti tramandino la fede, con ricerche sulle opere della chiesa parrocchiale che avevano visto sin da bambini ma non avevano mai osservato attentamente. Volevo ringraziare per questo investimento in cultura, ho visto che ha partecipato anche l’8xmille. Non avrei pensato di ringraziare quando mi lamentavo perché ci avevano portato via un pezzetto della nostra storia parrocchiale.
don Michele Tisanni
e-mail

Cercavo notizie sulle origini della nostra famiglia e le ho trovate in parrocchia. Il parroco mi ha fatto consultare i ‘registri delle anime’ e siamo andati indietro nel tempo. Oltre a date e dettagli su battesimi e matrimoni, c’erano mille storie che raccontavano l’economia, i mestieri, la povertà, la guerra, perfino le strade e di chi vi abitava allora. I sacerdoti, com’era previsto all’epoca, aggiornavano le informazioni durante la benedizione pasquale. Case di due stanze erano abitate anche da otto persone, ogni anno portava trasferimenti, nascite e novità. Pochi mesi fa poi don Sergio ha organizzato una serata con esperti diocesani che hanno raccontato, partendo dalle immagini delle opere d’arte presenti in chiesa, la nostra storia. E’ stata una scoperta. La bellezza di questi oggetti non sta solo nell’essere stati realizzati da artisti o artigiani importanti, ma nel fatto che ci parlano della devozione di chi ci ha trasmesso la fede.
Alessia Morselli
Modena


Da tempo sono in corso nelle parrocchie e diocesi italiane censimenti e informatizzazione degli archivi, miniere scavate nel nostro passato. Le fonti raccontano la storia sociale, economica e artistica dell’Italia, anche nei piccoli paesi. Ed è un filone di studi che con la digitalizzazione si apre a comparazioni innovative.

A questi temi l’Ufficio nazionale Cei per i beni culturali ecclesiastici  e l’edilizia di culto dedicherà il convegno Storie fuori serie. Gli archivi storici ecclesiastici in una nuova prospettiva condivisa, il 27 novembre all’Archivio Centrale dello Stato, a Roma.

Grazie anche a...

Antonino Giurdanella di Torino, Lorraine Memme di Rocca San Giovanni (Chieti), Loda Santilli, Marinella Federico di Nocera Inferiore (Salerno), Antonio Fiorito di Napoli, Eliseo Galli, Nino Lucarelli Trifone, Isa Di Bartolomeo e Piervincenzo De Lucia di Guardiagrele (Chieti), Luigia Visconti e Angelo Loffredo di Taranto, Anna Musumeci e Domenico Dal Mas di Vittorio Veneto (Treviso), Biagio Napolano di Cava de’ Tirreni (Salerno), Rossana Collu di Cagliari, Francesca Mangiagalli Sordi di Cernusco sul Naviglio (Milano), Giuseppina Re di Acireale (Catania), Maurizio Faldi di Prato. Una preghiera per Silvio Gazzaniga di Milano, Giuseppe Trombetta di Como, Giuseppe Pirovano di Busnago (Milano-Brianza) e per tutti i donatori tornati alla casa del Padre. Raccomandiamo ai sacerdoti di ricordarli nelle Ss.Messe. A tutti i lettori buon Natale.