Il Consiglio Episcopale Permanente, riunitosi a Roma dal 21 al 23 settembre, ha innalzato a 13,65 euro il valore del punto, il parametro con cui si calcola la remunerazione mensile dei sacerdoti diocesani. Lo rende noto il comunicato finale della sessione autunnale.
Ricordiamo che a ciascun sacerdote è attribuito un numero di punti in base all’anzianità e agli incarichi, da un minimo di 80 per chi è stato ordinato di recente fino a 138 per un Vescovo prossimo alla pensione: la remunerazione lorda garantita corrisponde al prodotto tra i punti e il valore del singolo punto. Con il nuovo valore, un sacerdote appena ordinato riceverà 1.092 euro lordi al mese, 21,60 euro in più rispetto a oggi.
L’incremento, pari al 2%, “rimane tuttavia nettamente inferiore all’aumento del costo della vita registrato negli ultimi anni”; il valore precedente, di 13,38 euro, era stato stabilito nel 2024.
I Vescovi hanno inoltre dato il via libera ad alcune proposte di riforma da sottoporre alla prossima Assemblea Generale in materia di sostentamento del clero, riguardanti in particolare la revisione della Delibera 58, che disciplina l’intero sistema, e la riorganizzazione degli statuti degli Istituti diocesani per il sostentamento del clero.
Approvato anche il programma dell’Assemblea Generale straordinaria, in programma ad Assisi dal 23 al 26 novembre. Ai Vescovi è stata infine illustrata l’attività dei Tribunali ecclesiastici (che ricevono annualmente fondi 8xmille) in materia di nullità matrimoniale, con alcuni dati sul costo medio delle cause e sul fondo per i meno abbienti.