Non basta rispondere ai bisogni, occorre interrogare le cause che generano povertà, esclusione e disuguaglianze. È questa la prospettiva al centro del 45° Convegno nazionale di Caritas Italiana, a Sacrofano, presso “Fraterna Domus”, via Sacrofanense 25, da giovedì 16 a domenica 19 aprile 2026. Titolo: Imparate a fare il bene, cercate la giustizia (Is 1,17).
Un evento che riunisce circa 600 tra direttori e collaboratori delle Caritas diocesane italiane (programma).
Tra i partecipanti al Convegno nazionale di Caritas Italiana anche Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa della CEI.
Nel suo intervento intitolato “Sostegno economico. Obiettivo autosufficienza. Una storia da realizzare e raccontare insieme”, ha invitato a riflettere su cosa significhi, oggi, sostenere economicamente la Chiesa e sul ruolo che ogni cittadino può avere in questo percorso offrendo una riflessione sul valore e sulle prospettive del sostegno economico.
Riprendendo un passaggio centrale del Convegno Caritas del 1976 — «La promozione umana è una dimensione costitutiva del messaggio evangelico di salvezza» — Monzio Compagnoni ha ricordato come il sostegno economico non possa essere ridotto a un semplice meccanismo finanziario. È piuttosto uno strumento che rende possibile il bene, mettendo al centro la persona e la comunità.
Nel suo intervento ha ribadito che il denaro è sempre un mezzo e mai un fine e ha tracciato una panoramica sull’8xmille. Dal 1990 a oggi sono stati distribuiti circa 30 miliardi di euro: 12 miliardi destinati alle esigenze di culto, 11 miliardi al sostentamento del clero e 7 miliardi a opere di carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo.
Negli ultimi anni, tuttavia, si è registrata una significativa flessione delle firme. La percentuale è passata dall’89% nel 2005 al 66,2% nel 2024. Tra le cause, secondo Monzio Compagnoni, incidono l’aumento della secolarizzazione, un’immagine della Chiesa percepita come in continuo cambiamento e la diffusione di luoghi comuni che ne offuscano il ruolo.
Un altro dato rilevante riguarda la partecipazione dei fedeli: il 45% dei praticanti non esprime alcuna scelta in merito all’8xmille. Proprio per questo il responsabile CEI ha invitato a diventare “ambasciatori” del sostegno economico alla Chiesa, sottolineando che sostenerla significa partecipare in modo corresponsabile alla sua missione.
Guardando al futuro, Monzio Compagnoni ha auspicato un’evoluzione nelle modalità di sostegno, con l’obiettivo di far diventare le risorse dell’8xmille non più strutturali e ordinarie, ma sempre più straordinarie. In chiusura, ha infine presentato un nuovo modello di sostegno e comunicazione, attualmente in fase di sperimentazione, pensato proprio per avvicinare e coinvolgere maggiormente le persone.