SERVIZIO PER LA PROMOZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO ALLA CHIESA CATTOLICA
della Conferenza Episcopale Italiana

A trent’anni dal documento “Sovvenire alle necessità della Chiesa. Corresponsabilità e partecipazione dei fedeli”

Nel novembre del 1988 l’Episcopato italiano pubblicava il documento Sovvenire alle necessità della Chiesa. Corresponsabilità e partecipazione dei fedeli. Il testo offriva un’ampia riflessione sulle nuove forme di sostentamento della Chiesa cattolica, così come scaturivano dalla revisione del Concordato. A trent’anni di distanza, i Vescovi riuniti nella 72.ma Assemblea Generale appena conclusa (Roma, 12-15 novembre) […]
16 novembre 2018

Nel novembre del 1988 l’Episcopato italiano pubblicava il documento Sovvenire alle necessità della Chiesa. Corresponsabilità e partecipazione dei fedeli. Il testo offriva un’ampia riflessione sulle nuove forme di sostentamento della Chiesa cattolica, così come scaturivano dalla revisione del Concordato. A trent’anni di distanza, i Vescovi riuniti nella 72.ma Assemblea Generale appena conclusa (Roma, 12-15 novembre) hanno riaffermato i valori che soggiacciono a tale sistema di finanziamento; valori che, muovendo dalla comunione ecclesiale, chiamano in gioco un impegno di corresponsabilità – da vivere nei termini della solidarietà – e di partecipazione alla costruzione concreta della comunità. L’anniversario è stato l’occasione per rivisitare anche un altro documento, Sostenere la Chiesa per servire tutti, pubblicato nel 2008 e in stretto rapporto con il precedente.

Vi offriamo di seguito la relazione completa dell’Arcivescovo di Otranto e Presidente del Comitato Promozione Sostegno Economico S. Ecc. Mons. Donato Negro a cui è stato affidato il compito di guidare la riflessione.

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S.E. Mons. Donato Negro

Il 14 novembre del 1988, proprio trent’anni addietro, l’Episcopato italiano pubblicava il documento Sovvenire alle necessità della Chiesa. Corresponsabilità e partecipazione dei fedeli, approvato dalla 30a Assemblea Generale, tenutasi a Collevalenza dal 24 al 27 ottobre di quell’anno. I Vescovi avvertirono la necessità di offrire alla comunità dei credenti un’ampia e profonda riflessione circa i fondamenti teologici e implicazioni pastorali delle forme di sostentamento della Chiesa Cattolica che scaturivano dalla revisione del Concordato lateranense e dalle riforme che ne sono derivate.

Tale ricchezza di riflessione e di indicazioni ha costituito in questi decenni il punto di riferimento fondamentale per l’impegno di informazione e di promozione. L’ampiezza della riflessione era motivata dalla consapevolezza che in questione era il problema del rapporto della comunità cristiana con le risorse economiche e che di questo rapporto occorresse parlare a partire dai valori evangelici e dall’appartenenza alla Chiesa.

L’introduzione del nuovo sistema di finanziamento della Chiesa Cattolica in Italia esigeva di ricomprendere e praticare in modo nuovo il dovere di «sovvenire alle necessità della Chiesa», radicato in una precisa idea di Chiesa, quella che il Concilio aveva insegnato: «manifestazione concreta del mistero della comunione e strumento per la sua crescita». Una comunione che riconosce «a tutti i battezzati che la compongono una vera uguaglianza nella dignità» e chiede a ciascuno l’«impegno della corresponsabilità, da vivere in termini di solidarietà non soltanto affettiva ma effettiva» e una partecipazione, secondo la condizione e i compiti propri di ciascuno, «all’edificazione storica e concreta della comunità ecclesiale e assumendo con convinzione e con gioia le fatiche e gli oneri che essa comporta». Sono questi i valori implicati nell’attuale sistema di sostentamento, che impegnano tutti, pastori e popolo, a vivere la propria appartenenza alla Chiesa come «comunità che educhi al senso della partecipazione come esigenza interiore di una fede matura e di una carità operosa, prima che come un obbligo, e che aiuti a spingere la logica della corresponsabilità fino alla solidarietà e alla messa a disposizione dei propri beni» (n. 11).

La creazione e l’attivazione dei meccanismi dell’otto per mille e delle offerte deducibili e del nuovo sistema per il sostentamento del clero, che sostituiva quello antico delle congrue e dei benefici, aprivano poi un’inedita opportunità, che occorreva cogliere «attraverso una grande opera di educazione dei fedeli e una testimonianza sempre più trasparente e credibile dell’azione della Chiesa nella nostra società» (n. 10), capace di suscitare attenzione e partecipazione anche da parte di cittadini non praticanti ma sensibili alla solidarietà cristiana.

Il documento è stato in grado di attualizzare il precetto generale di “Sovvenire alle necessità della Chiesa” ponendo al centro e come riferimento l’immagine della prima comunità cristiana descritta negli Atti degli Apostoli, l’importanza della continua educazione alla condivisione dei beni e l’invito a fuggire  i pericoli provenienti dal vizio dell’avarizia (“la radice di tutti i mali”: 1Tim 6,10).

Il 4 ottobre 2008, l’Episcopato italiano pubblicava un nuovo documento: Sostenere la Chiesa per servire tutti. A vent’anni da Sovvenire alle necessità della Chiesa, frutto della 58a Assemblea Generale, svoltasi a Roma dal 26 al 30 maggio 2008, nel quale si ribadiva l’attualità della scelta compiuta vent’anni prima di affidarsi alle scelte dei cittadini e dei fedeli e il valore educativo del sistema in ordine ai valori della corresponsabilità e della partecipazione ecclesiale. Si è fatto notare inoltre che per l’Italia, si era trattato del primo riuscito tentativo di applicare al sistema fiscale un meccanismo di democrazia diretta.

Il documento del 2008 intendeva raggiungere quattro obiettivi: celebrare il ventennale del precedente documento; ringraziare tutti per la fiducia rinnovata nel tempo alla Chiesa Cattolica; ricordare i principi che fondano il sistema di sostegno economico alla Chiesa; indicare prospettive di lavoro e di riflessione.

Il legame forte tra i due documenti lo ritroviamo nelle motivazioni ecclesiologiche ed etiche necessarie perché il sistema non perda la sua forza esemplare e propositiva: il dono e l’impegno della comunione, la chiamata alla corresponsabilità, il senso della partecipazione, la meta dell’uguaglianza e l’obiettivo della trasparenza.

La caratteristica peculiare del documento del 2008, è quella di rileggere i cinque principi evidenziando per ciascuno qualche nota di preoccupazione soprattutto in chiave educativa.

Il sistema del “Sovvenire”, che pure aveva funzionato in gran parte dei suoi meccanismi, non era stato sufficiente ad educare le nostre comunità ad un consapevolezza adeguata a quell’idea di Chiesa. I vescovi notavano che «nonostante l’attenzione riservata al tema della comunione, […] in questi vent’anni in Italia si è andata accentuando la tendenza a comportamenti individualistici», propri di chi «rifiuta di pensarsi all’interno di un gruppo, non creando relazioni e legami né sentendosi parte di un tutto» (n. 6). Un progresso nella corresponsabilità, oltretutto, «comporta, da parte dei pastori, il superamento di quella mentalità clericale e accentratrice che tende a estromettere i laici dall’elaborazione dei processi decisionali e dalla gestione dei beni e delle risorse», ed «esige da parte dei fedeli, in particolare dei laici, un deciso investimento dei propri talenti per il bene della comunità ecclesiale» (n. 7). Rispetto all’obiettivo della trasparenza, i vescovi si impegnavano a continuare sulla linea della chiarezza e del rigore cercando, se possibile, di essere ancora più precisi e dettagliati.

Occorreva pertanto continuare con forza un’educazione al Sovvenire, fondata su un rinnovato senso di appartenenza alla vita della Chiesa.

Ritengo importante che in qualche modo l’Assemblea Generale della CEI trovi l’occasione di confrontarsi sul cammino fatto e sulle prospettive da intraprendere sui temi del Sovvenire. In quegli anni la Chiesa italiana ha realizzato un grande sforzo sul piano normativo e istituzionale in tema di promozione del sostegno economico, ma rimane la domanda circa l’esito educativo di questo impianto. La sfida di oggi è la ripresa delle motivazioni etiche ed ecclesiali del sostegno economico alla Chiesa, all’interno del più ampio tema dell’uso dei beni temporali.

Senza voler in alcun modo anticipare l’esito di riflessioni comuni, mi sembra significativo accennare ad alcune prospettive di lavoro.

La prosecuzione di ciò che fino ad oggi è stato maturato ed acquisito mantenendo sempre viva quella logica del dono che si esprime soprattutto nel senso di partecipazione. In particolare è importante porre costante attenzione alla promozione dei due meccanismi dell’otto per mille e delle offerte deducibili per il clero soprattutto nelle giornate di sensibilizzazione a loro dedicate, alla valorizzazione dell’incaricato diocesano e dei referenti parrocchiali per il “Sovvenire”.

I dati del ministero delle finanze indicano a partire dal prossimo anno la discesa sotto la percentuale dell’80% riguardo alle scelte dell’otto per mille. Riguardo alle offerte per il clero al sensibile aumento dopo molti anni rilevato nel 2017, i dati aggiornati al 30 settembre 2018 mostrano di nuovo un calo. Al di là delle percentuali e degli importi che pure sono un dato significativo, rimane da evidenziare che le offerte per il clero coprono il fabbisogno dell’intero sostentamento dei sacerdoti per una percentuale di poco inferiore al 2%.

Non si vuole entrare qui nell’analisi di un dato oggettivamente basso, di certo si può dire che è segnale concreto di quanto indicato nel documento del 2008 e cioè che vi è una difficoltà a condividere i valori di perequazione e di solidarietà tra tutti i sacerdoti che vivono e operano in Italia e le relative comunità ecclesiali e vi sono segni di quell’assuefazione, che scoraggiano la partecipazione diretta e consapevole dei fedeli e tendono a spostare l’asse portante del sistema verso l’otto per mille. 

L’incremento di ciò che in questi ultimi anni è stato fatto in termini di formazione, soprattutto nei confronti dei giovani preti e dei seminaristi. A tal proposito ricordo l’attivazione dal 2009 di un apposito Campus di formazione per i seminaristi chiamato “Comunidare”, volto ad approfondire maggiormente i temi amministrativi e del Sovvenire, che già dovrebbero essere previsti nel piano di studi di formazione teologica.

Dalla fine del 2016 il Servizio Promozione per il Sostegno economico alla Chiesa cattolica incentiva, con specifici contributi, quelle parrocchie e diocesi che organizzano incontri di formazione al tema del sostegno economico sensibilizzando i fedeli sui valori del Sovvenire quali trasparenza, corresponsabilità, perequazione e sulle azioni concrete che la Chiesa sta portando avanti. Ad oggi sono stati realizzati circa 850 incontri formativi con riscontri altamente positivi.

Le novità invece potrebbero essere rilevate ponendo l’attenzione su due importanti valori che in questi anni e in vari Convegni, sono stati oggetto di riflessione e di confronto: corresponsabilità e trasparenza. La trasparenza chiede attenzione su due livelli: la rendicontazione delle risorse e la comunicazione. L’auspicio è che la rendicontazione dell’utilizzo delle risorse nella Chiesa possa essere sempre più accessibile a tutti e soprattutto venga comunicata nei modi e mezzi adeguati.

La corresponsabilità per essere vissuta in pienezza, ha bisogno della gratitudine. Il cristiano corresponsabile è colui che riceve i doni di Dio con gratitudine, li apprezza e si prende cura di loro in modo responsabile e moderato, li condivide con giustizia e amore con gli altri e li restituisce pienamente al Signore.

In questi ultimi anni si sono riscontrate alcune criticità nel funzionamento dei meccanismi e tra queste la riduzione della percentuale dei firmatari per l’otto per mille e la persistente difficoltà per le offerte deducibili per il clero.

Davanti a queste criticità, rimane necessario continuare a coltivare speranza e ad avere fiducia, e potrebbe essere ormai maturo il tempo in cui tentare proposte nuove e significative che per la Chiesa Italiana che possano affiancare o maggiormente sostenere i meccanismi dell’otto per Mille e delle offerte per il clero.

A conclusione di questo intervento mi permetto di riprendere quanto indicato al n. 25, al termine del documento Sovvenire alle necessità della Chiesa, ritenendo anche questo, quanto mai attuale:

«Siamo convinti che, se è vero che non sono i mezzi a fare la Chiesa, è altrettanto vero che una Chiesa che cresce sotto l’azione dello Spirito del Risorto investe della novità cristiana anche le realtà delle risorse umane e materiali, fino alla dimensione economica. Quando ci si sforza veramente di “essere in Cristo”, tutto diventa “nostro” anche il mondo e le sue possibilità; il mondo le cose i soldi non sono più per i credenti né suggestioni ingannatrici né forze oscure che nutrono paura. Se ne può ormai usare in libertà, mettendole a servizio di quello che conta: la più ampia diffusione della Parola che salva e la prassi della solidarietà fraterna che anticipa in qualche modo “la nuova terra”».