Il servizio di Virginia Panzani per il Settimanale diocesano Notizie di Carpi fa il punto della situazione a quattordici anni dal sisma del maggio 2012. La Diocesi di Carpi prosegue il percorso di ricostruzione del patrimonio ecclesiastico danneggiato, con l’obiettivo di restituire progressivamente alle comunità chiese, campanili, canoniche, cinema-teatri e altri edifici parrocchiali ancora interessati da lavori o progettazioni.
“Il programma delle opere pubbliche comprende complessivamente 69 interventi, dei quali 36 sono già stati ultimati e dunque restituiti alla fruizione pubblica – afferma l’architetto Sandra Losi, direttore dell’Ufficio Diocesano Patrimonio Immobiliare -. Tra gli edifici non ancora riaperti, otto sono interessati da cantieri in corso o in avvio imminente; per gli altri è comunque stata avviata la procedura finalizzata ad arrivare al cantiere e, successivamente, alla riapertura. Nessun edificio è abbandonato e per ciascun bene è previsto un percorso di recupero”.
I tempi, inevitabilmente diversi da caso a caso, dipendono dalla complessità degli interventi necessari: “non si tratta soltanto di ricostruire quanto è andato perduto o riparare le parti superstiti – spiega l’architetto Losi -, ma anche di rendere gli edifici più sicuri, così da ridurre il rischio che un futuro evento sismico possa comprometterne nuovamente l’integrità. Questo percorso di restituzione del patrimonio ecclesiale alle comunità è reso possibile grazie ai fondi regionali messi a disposizione per la ricostruzione”.
Accanto all’avanzamento tecnico e amministrativo degli interventi, la Diocesi intende rafforzare anche il coinvolgimento delle comunità locali. Sono infatti previsti incontri nei territori e iniziative di cantiere aperto, pensati per illustrare lo stato di avanzamento dei progetti, spiegare la natura degli interventi e accompagnare le parrocchie nel percorso che porterà alla riapertura degli edifici. Alcune date sono già state fissate, altre saranno programmate nei prossimi mesi, entro l’autunno.
Le chiese nei centri
Tra gli edifici più attesi vi è certamente la chiesa di San Francesco a Carpi, unica chiesa del centro storico cittadino ancora inagibile dal 2012. Per San Francesco, annuncia l’architetto, “sono arrivate le autorizzazioni necessarie per dare corso alle procedure preliminari alla gara d’appalto. Inoltre, sabato 6 giugno, alle ore 18, è previsto in parrocchia un incontro di illustrazione dei lavori che saranno realizzati per la riparazione dei danni da sisma. Nella stessa occasione – aggiunge – saranno presentate anche le opere di manutenzione straordinaria che riguarderanno i locali parrocchiali, sostenute da un contributo CEI 8xmille edilizia e da un’ulteriore donazione privata. L’avvio dei lavori è previsto entro l’anno francescano in corso”.
Per quanto riguarda le altre chiese ancora inagibili nei centri di paese, in particolare la parrocchiale di San Michele Arcangelo a Novi e la parrocchiale della Conversione di San Paolo Apostolo a Concordia, spiega l’architetto, “è stata avviata l’istruttoria della prima fase progettuale e sono in corso di elaborazione le integrazioni richieste dalla struttura commissariale. La Diocesi sta inoltre predisponendo un calendario di incontri dedicati sul territorio, per aggiornare direttamente le comunità interessate sullo stato dei rispettivi percorsi di recupero”.
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