Tra le ultime opere di bene compiute da Papa Francesco prima della sua morte, spicca la donazione di 200mila euro - dal suo conto corrente personale - per garantire la sopravvivenza del “Pastificio Futuro”: lo stabilimento di pasta secca artigianale che impiega i detenuti del carcere minorile di Roma “Casal del Marmo”. Il progetto era nato nel 2013 dall’impegno del cappellano, padre Gaetano Greco, in risposta all’esortazione di Papa Francesco, pronunciata durante una sua visita al carcere, che aveva invitato i ragazzi a “non avere paura di diventare artigiani di sogni e di speranza”.
Il laboratorio di 500 metri quadri, ideato dalla Cooperativa sociale Gustolibero Onlus, è stato sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana con l’8xmille e da Caritas Italiana, in sinergia con la Direzione dell’Istituto penale minorile Casal del Marmo, il Centro della Giustizia minorile Lazio-Abruzzo-Molise, il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, le Diocesi di Roma e di Porto-Santa Rufina.
In occasione dell’inaugurazione, nel novembre 2023, Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Presidente della CEI, aveva dichiarato: “Crediamo nell’uomo. L’uomo può cambiare: ci vuole cura, ci vuole l’educazione che, come ricorda il Papa, è la forza più radicale per la trasformazione del mondo. E tanto più il mondo è infiammato tanto più abbiamo bisogno di offrire esempi di educazione perché il diamante che è nel cuore di ciascuno possa risplendere”, sottolineando, inoltre, che “il lavoro è la forma di educazione più significativa”. “Attraverso il lavoro – aveva aggiunto – si impara ad amare se stessi, gli altri, coloro che serviamo attraverso il contributo della nostra fatica, come il cibo che viene consumato per soddisfare le proprie esigenze di vita, per instaurare rapporti di amicizia e per guardare con fiducia al futuro”.