SERVIZIO PER LA PROMOZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO ALLA CHIESA CATTOLICA
della Conferenza Episcopale Italiana

8xmille / Cagliari: un punto di riferimento per chi vive in strada

Il dormitorio maschile del Centro Caritas Papa Francesco rappresenta uno dei luoghi simbolo dell’attenzione della Caritas diocesana verso le persone senza dimora
4 Maggio 2026

Nel cuore del centro storico di Cagliari, il dormitorio maschile collocato all’interno del Centro Caritas Papa Francesco rappresenta uno dei luoghi simbolo dell’attenzione della Caritas diocesana verso le persone senza dimora. Nato e operante in collaborazione con il Comune e sostenuto dal lavoro quotidiano di operatori e volontari, è un’opera segno, sorta dopo la visita del papa a Cagliari, testimonianza di una Chiesa e di una città attente agli ultimi e impegnate a costruire percorsi di inclusione reale.

In questo spazio, attivo tutti i giorni, vengono accolti uomini, in stato di fragilità, che spesso vivono sulla strada e che qui trovano un luogo sicuro, un letto pulito, servizi essenziali e un’équipe pronta ad ascoltare e a costruire con ciascuno un progetto di ripartenza. In questo senso la struttura di via Corte d’Appello è parte di una rete di opere-segno che animano la città.

“L’incidenza della Chiesa rispetto alle povertà più estreme – spiega don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana di Cagliari - è davvero notevole, è un rimettere al centro la persona. Grazie al prezioso contributo dei fondi 8xmille della Chiesa cattolica riusciamo ad offrire un presidio continuo e costante fatto di cura, attenzione e accoglienza”.

Aperto dalle 14 alle 9, il dormitorio, articolato in 6 stanze, accoglie 16 ospiti, accuditi da un team di 5 operatori. A questi si aggiungono i volontari delle unità di strada che, ogni sera, raggiungono nelle vie di Cagliari le persone che vivono all’addiaccio, offrendo ascolto, un pasto caldo, generi di prima necessità e un orientamento ai servizi di accoglienza. Questo servizio, attivo tutto l’anno, rappresenta una presenza discreta ma continuativa accanto a chi sperimenta povertà estrema ed emarginazione, contribuendo a costruire relazioni di fiducia e percorsi di accompagnamento personalizzati.

L’azione delle unità di strada si integra con le strutture di accoglienza notturna e i servizi di bassa soglia presenti in città, in una rete che coinvolge Caritas, realtà del Terzo settore e istituzioni locali, per garantire non solo un riparo dal freddo, ma anche occasione di inclusione sociale e di riscatto dopo aver vissuto momenti di difficoltà.

“C’è una domanda importante di spiritualità e le unità di strada - prosegue don Lai - significano dialogo, percorsi formativi non limitati a cercare casa ma opportunità per fare ripartire le persone in tutte le loro potenzialità. Nei dormitori Caritas non offriamo solo un letto, ma la possibilità di ricominciare. Rappresentano porte d’ingresso a percorsi più ampi: dall’accesso a una casa stabile al riavvicinamento alla famiglia, dal sostegno economico alla presa in carico da parte dei servizi sociali”.

Molti ospiti, una volta ritrovato un minimo di stabilità, diventano essi stessi protagonisti di gesti di solidarietà verso altri fratelli più fragili, segno di una comunità che non si limita a erogare servizi ma prova a camminare insieme. Tanti dalla strada sono diventati operatori o volontari.

“Questo aspetto racconta uno stile di carità – aggiunge don Lai - in cui l’azione non si ferma al soccorso immediato, ma apre percorsi di rinascita per le persone e diventa un moltiplicatore di risorse”.

Analizzando la tipologia degli ospiti emerge un quadro estremamente variegato. Molti sono giovani, talvolta con problemi di dipendenza; altri sono persone separate o reduci da rotture familiari che, a seguito della crisi del nucleo domestico, hanno perso la casa e si sono ritrovati senza un alloggio stabile.

Quando si aprono nuove possibilità offerte dal sistema pubblico o quando si riesce a trovare un alloggio adeguato, si amplia la capacità di accompagnare queste persone nel loro percorso di reinserimento sociale e lavorativo. Tuttavia, il fenomeno è complesso: molte abitazioni private vengono destinate agli affitti brevi o ai B&B, riducendo così la disponibilità di alloggi a lungo termine. “Garantire un circuito virtuoso di accoglienza e recupero è una sfida – conclude don Lai - che coinvolge più attori: il Centro di Ascolto, i parroci, la rete delle politiche sociali. Nonostante gli sforzi, resta difficile riuscire ad accogliere tutti”.

La destinazione dell’8xmille alla Chiesa cattolica significa per questa realtà mezzi e porte aperte. L’approccio della Caritas diocesana si basa su azioni strutturate, articolate sulla presa in carico, sul potenziamento delle capacità della persona e sulla costruzione di un tessuto relazionale, attraverso progetti educativi individualizzati e finalizzati alla ripresa di una graduale autonomia.